Seneca

Seneca è mistero che abita un’assenza, l’artista del sussurro e dell’apparizione. Un artista senza volto che semina molecole di emozioni e rimandi, attraverso un segno artistico fatto di affioramenti e apparizioni. Impronte grafiche, cromatiche, emotive, che delineano un artista prezioso del fare e del dare, del dire e del mostrare. Di lui si conoscono le opere, dai tratti decisi e simbolici, ma il suo profilo è latente, fantasmatico, labile. Ma chi è? Dove vive? Come si chiama? Non è così importante saperlo, meglio godere della sua arte. Il senso stesso di Seneca è nella sua opera, il resto non è dell’arte. Un artista senza caselle, senza vincoli, senza numeri civici se non quelli delle case in cui vivono le sue opere, di quelle che incontriamo per strada, nelle nostre vie, che ci parlano dalle vetrine, dalle serrande chiuse la notte, dai corpi di chi lo indossa, da chi lo fa parlare attraverso di sé. Seneca è un cuore leggero che vola, occhi sognanti, sorrisi accennati. È l’elogio della gentilezza come stato dell’anima.

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